domenica 26 aprile 2009
lunedì 20 aprile 2009
Vittorio Marchi - La Scienza dell'UNO
Negli anni della sua maturità, 1968, ha conosciuto l’ingegnere compagno di stanza e di studi di Enrico Fermi, alla Normale di Pisa.
E’ stata la svolta della sua vita, il cui “cursus honorum” ha preso una direzione extra-accademica. Egli è stato infatti spettatore di fenomeni, che lo hanno reso responsabile dello sviluppo, della diffusione e della comunicazione delle potenzialità della macchina umana; capacità che sono di gran lunga superiori a quelle delle macchine, pur fantastiche, dell’attuale tecnologia moderna. Da molti anni ha orientato i suoi studi e le sue indagini scientifiche verso il tema dello spirito, oggetto di discussione delle sue numerose pubblicazioni e dei suoi frequenti incontri con autorevoli personalità del mondo delle scienze e della cultura.
Questa opera rappresenta un evento unico nel mondo della cultura scientifico-metafisica e un’occasione speciale per la scienza di interrogarsi su sé stessa.
Non è un libro convenzionale, non è la classica lettura divulgativa o accademica, e non si colloca in settori specifici che possano essere facilmente classificati.
Questo libro è una riflessione molto profonda di un fisico che nell’arco di molti anni della sua vita ha raccolto e messo assieme innumerevoli tasselli, per cercare di ricomporre un quadro conoscitivo completo oggi mancante all’uomo, un quadro che intende portare l’uomo inevitabilmente a Dio, come simbolo di unità.
Leggere queste pagine dall’inizio alla fine non è il tipico percorso lineare che si segue nei classici libri di scienza o di filosofia, ma è un percorso volutamente circolare, dove qualunque argomento trattato porta sempre allo stesso concetto unificante di Unità.
E’ un po’ il libro scritto da un saggio messaggero nel suo intento di riportare l’umanità alla sua armonia perduta con il Cosmo.
Un compito veramente difficile quello di Vittorio Marchi, e a quanto pare dalla lettura di queste profonde e documentate pagine, è anche una missione ben riuscita.
L’autore è uno studioso decisamente particolare che non vuole limitarsi ai contenuti delle leggi scientifiche, ma che desidera cogliere il significato di certe conoscenze, perché è proprio nel loro significato che l’umanità può percepire il suo vero ruolo, il senso della vita, e la consapevolezza di far parte di un vastissimo disegno divino, che va ben oltre quanto erroneamente e falsamente tramandato dalle religioni tradizionali.
Le conoscenze scientifiche dell’autore sono vastissime: si spazia dalla fisica quantistica, all’astronomia, alla chimica, alla biologia, fino alla psicologia e al paranormale, e con una particolare focalizzazione sul concetto di non-località e sul concetto di “forza elettrodebole” dall’autore intesa come vera anima dell’ universo e della vita.
Queste sono discipline che l’autore unisce assieme armoniosamente attraverso l’attenta presa di coscienza che molte costanti di natura, molti numeri che caratterizzano sia il mondo fisico che il mondo biologico coincidono tra loro in una maniera non casuale, in maniera tale da far intravedere non solo un nesso profondo che unisce le cose ma anche e soprattutto un significato unificante.
E infatti è proprio il comprendere il significato delle cose del mondo, ovvero l’aspetto qualitativo e non solo quantitativo dell’intera questione, a farci intravedere secondo l’autore uno spiraglio di verità.
A riprova delle meditate riflessioni e deduzioni – sostanzialmente metafisiche – presentate in questo libro, l’autore riporta in maniera meticolosa e sapiente, gli aspetti più importanti (e tra loro connessi) delle antiche conoscenze come l’alchimia, l’astrologia, la geometria sacra, la numerologia, lo gnosticismo, il significato degli archetipi, la magia in tutte le sue forme nonché il lato nascosto e criptico della simbologia delle favole e dei miti, e il modo come queste conoscenze si interfacciano perfettamente (almeno a livello qualitativo e di significato) con alcuni aspetti della più avanzata scienza attuale.
Sembra che il significato più profondo di alcune nostre scoperte ci sia sfuggito, e allora solo una persona di cultura vastissima, di sensibilità acuta e di profonda visione intuitiva di insieme può coglierlo nella sua giusta luce.
E’ allora inevitabile che questo autore, grazie alla indubitabile vastità della sua cultura – sia scientifica che metafisica, nonché storico-filosofica – che si è costruito, e soprattutto grazie alle sue riflessioni sulla stessa, sia in grado di cogliere in maniera precisa e straordinaria quello che manca alla nostra scienza e quindi alla nostra vita per poterci riavvicinare all’Uno, perché in realtà l’idea di “separazione” che ci è stata inculcata sia dalla scienza che dalla religioni attuali e che rappresenta il principale modus viventi della nostra civiltà, ci ha allontanato completamente dal progetto divino creando squilibrio non solo in noi stessi ma anche nel mondo fisico, con cui noi saremmo intimamente collegati tramite la figura divina.
Certe geometrie che si riscontrano costantemente negli oggetti della natura sia del microcosmo che del macrocosmo e i numeri che le descrivono, sono secondo l’autore una delle prove dell’interconnessione universale, e soprattutto di una “organicità di insieme” dell’ universo stesso inteso come creatura viva, intelligente e autocosciente.
Una interconnessione che gli antichi celebravano continuamente nei loro templi e nelle loro architetture sapientemente costruite con geometrie e orientazioni precise per funzionare come reale canale di comunicazione tra l’uomo e Dio.
Marchi non è ovviamente l’unico ad aver trattato questi argomenti, ma sicuramente lui è uno dei pochi ad aver saputo cogliere con estrema finezza e saggezza i significati che si celano dietro certe tematiche e certe tradizioni, inclusa la cultura ermetica ed iniziatica di certe civiltà del passato.
Alla luce di queste acutissime e meditate deduzioni, basate su un attento studio delle più recenti ed importanti scoperte scientifiche e su un loro confronto con il sapere metafisico e filosofico antico, l’autore riesce a interpretare il modo in cui l’uomo e la sua società si sono completamente disconnessi dall’unità cosmica.
In questa luce vengono spiegati i meccanismi che si sono venuti ad instaurare nel corso del tempo nel mondo della scienza, della religione e della società stessa: meccanismi di potere che imponendo il concetto di “separazione” e di “sottomissione” alle masse, sono riusciti a governarle come pecore imbelli, perpetrando quello che l’autore chiama “inganno millenario”.
La mancanza di coscienza dell’unità del cosmo – e più in generale di coscienza individuale e collettiva – ha dato adito a forze oscure di dominare il mondo a privilegio di pochi.
In questo contesto, l’autore nella seconda parte del libro – con un cipiglio cospirazionista anche se di carattere obiettivo e critico – cerca di fornire una chiave di lettura ai nuovi governi mondiali, alla ragione delle guerre, al potere economico, alle sette segrete, intesi come sistemi di potere e di dominio sulle masse. Perchè questo succede?
Perché l’uomo ha perso fiducia in sé stesso (cioè nel suo “sè” più autentico), ovvero nel potentissimo potere di quella “ energia interna” che ha dimenticato di possedere, e nella consapevolezza dell’interconnessione tra materia e spirito nell’unità del divino.
Un sapere che un tempo era conosciuto e vissuto in certi momenti della storia dell’uomo, ma che poi è andato perduto, di pari passo con la perdita di collegamento dell’uomo con la reale (e non istituzionale) dimensione del sacro.
Eppure sono le scoperte scientifiche stesse più recenti, come l’entanglement quantistico, la riscoperta del concetto di “etere”, il vero ruolo del cervello, la vera natura della coscienza e la corretta interpretazione di una delle 4 forze fondamentali della natura (la cosiddetta “luce pesante”), tanto per fare solo alcuni esempi, a risvegliarci sulla vera natura dell’esistenza e a invitarci a riaccendere quella luce interiore che per secoli è stata dimenticata lasciando spazio a forze oscure che ci hanno invece sottomesso e dominato alla luce di una solo apparente separazione delle cose.
Ecco allora il bisogno – secondo Vittorio Marchi – di ritrovare il paradiso perduto che abbiamo dentro di noi da sempre, anche rimodellando il significato delle scoperte scientifiche alla luce delle conoscenze antiche più autentiche, cercando di coglierne il significato più profondo, che appunto ci porta ad unificarci con il creato.
Questo validissimo libro è sicuramente “cibo per il pensiero”, e un’occasione per il lettore non solo di apprendere certi aspetti della scienza e dell’antica saggezza metafisica, ma anche e soprattutto di innescare un processo interiore di riflessione in grado di aprire strade conoscitive – e non solo culturali – di cui l’umanità è stata lasciata all’oscuro.
Non si tratta di apprendere conoscenze, perché la conoscenza che questo autore propone non è una mera raccolta di informazioni (per quanto la documentazione da lui apportata sia straordinariamente ricca), ma solo di aprire “porte” dentro di noi rileggendo attentamente e anche con senso di contemplazione e di raccoglimento il significato vero che si cela dietro le cose del mondo, dell’ universo e della vita.
Dunque questo libro rappresenta veramente lo sforzo di una vita mirata alla ricerca della Verità, ovvero la luce che si cela dietro la reale natura delle cose e non solo la loro rappresentazione quantitativa o formale.
Marchi ci fa capire che l’acquisizione di questa consapevolezza deve passare non solo attraverso il cervello ma anche attraverso il cuore, cioè deve essere vissuta emozionalmente e con grande senso di responsabilità e reale codice etico, ricordando che la vera forza che tiene assieme l’ universo è l’amore autentico e incondizionato, che può essere vissuto solo quando l’umanità esperimenta un senso di interconnessione.
Molte delle asserzioni di Marchi possono apparire arbitrarie e non tutte scientificamente condivisibili (come dal sottoscritto), ma resta certo che il grande pregio di questo saggio sta nella dialettica che innesca nel nocciolo più profondo delle persone che sanno realmente centellinare la conoscenza e sanno rifletterci sopra in maniera pura, completa e senza compromessi.
Questo libro dunque è una avventura avvincente dello spirito, prima che della mente, che si raccomanda ad ogni lettore che sappia osservare il mondo ed abbia piena consapevolezza di quanto la nostra società ci abbia frammentati, anche tramite meccanismi che intendono soggiogarci e farci perdere il ricordo di chi siamo veramente.
Una lettura intelligente – o per meglio dire “cosciente” – come questa, non aumenta solo la nostra cultura e la nostra consapevolezza, ma innesca processi nel nostro pensiero che possono letteralmente cambiare il mondo e togliere una volta per sempre quel “velo di Maya” che ancora ci separa dalla realtà vera dell’ universo, per riportarci a quel concetto di unione universale che è nemica di tutti i compromessi, di tutti i poteri e di tutte le guerre, e amica solo della pace nel mondo laddove gli uomini imparino a ricordare l’Uno a cui appartengono.
Questo non è un libro di scienza ma un libro di “metafisica della scienza”. Seppur a tratti ridondante, è molto ben scritto, riuscendo a veicolare in maniera immediata delle grandi verità al lettore attento e profondo. Può avere un grande impatto sulle masse.
Fonte: altrogiornale.org
E' un libro meraviglioso, leggetelo il prima possibile --->
E’ stata la svolta della sua vita, il cui “cursus honorum” ha preso una direzione extra-accademica. Egli è stato infatti spettatore di fenomeni, che lo hanno reso responsabile dello sviluppo, della diffusione e della comunicazione delle potenzialità della macchina umana; capacità che sono di gran lunga superiori a quelle delle macchine, pur fantastiche, dell’attuale tecnologia moderna. Da molti anni ha orientato i suoi studi e le sue indagini scientifiche verso il tema dello spirito, oggetto di discussione delle sue numerose pubblicazioni e dei suoi frequenti incontri con autorevoli personalità del mondo delle scienze e della cultura.
Questa opera rappresenta un evento unico nel mondo della cultura scientifico-metafisica e un’occasione speciale per la scienza di interrogarsi su sé stessa.
Non è un libro convenzionale, non è la classica lettura divulgativa o accademica, e non si colloca in settori specifici che possano essere facilmente classificati.
Questo libro è una riflessione molto profonda di un fisico che nell’arco di molti anni della sua vita ha raccolto e messo assieme innumerevoli tasselli, per cercare di ricomporre un quadro conoscitivo completo oggi mancante all’uomo, un quadro che intende portare l’uomo inevitabilmente a Dio, come simbolo di unità.
Leggere queste pagine dall’inizio alla fine non è il tipico percorso lineare che si segue nei classici libri di scienza o di filosofia, ma è un percorso volutamente circolare, dove qualunque argomento trattato porta sempre allo stesso concetto unificante di Unità.
E’ un po’ il libro scritto da un saggio messaggero nel suo intento di riportare l’umanità alla sua armonia perduta con il Cosmo.
Un compito veramente difficile quello di Vittorio Marchi, e a quanto pare dalla lettura di queste profonde e documentate pagine, è anche una missione ben riuscita.
L’autore è uno studioso decisamente particolare che non vuole limitarsi ai contenuti delle leggi scientifiche, ma che desidera cogliere il significato di certe conoscenze, perché è proprio nel loro significato che l’umanità può percepire il suo vero ruolo, il senso della vita, e la consapevolezza di far parte di un vastissimo disegno divino, che va ben oltre quanto erroneamente e falsamente tramandato dalle religioni tradizionali.
Le conoscenze scientifiche dell’autore sono vastissime: si spazia dalla fisica quantistica, all’astronomia, alla chimica, alla biologia, fino alla psicologia e al paranormale, e con una particolare focalizzazione sul concetto di non-località e sul concetto di “forza elettrodebole” dall’autore intesa come vera anima dell’ universo e della vita.
Queste sono discipline che l’autore unisce assieme armoniosamente attraverso l’attenta presa di coscienza che molte costanti di natura, molti numeri che caratterizzano sia il mondo fisico che il mondo biologico coincidono tra loro in una maniera non casuale, in maniera tale da far intravedere non solo un nesso profondo che unisce le cose ma anche e soprattutto un significato unificante.
E infatti è proprio il comprendere il significato delle cose del mondo, ovvero l’aspetto qualitativo e non solo quantitativo dell’intera questione, a farci intravedere secondo l’autore uno spiraglio di verità.
A riprova delle meditate riflessioni e deduzioni – sostanzialmente metafisiche – presentate in questo libro, l’autore riporta in maniera meticolosa e sapiente, gli aspetti più importanti (e tra loro connessi) delle antiche conoscenze come l’alchimia, l’astrologia, la geometria sacra, la numerologia, lo gnosticismo, il significato degli archetipi, la magia in tutte le sue forme nonché il lato nascosto e criptico della simbologia delle favole e dei miti, e il modo come queste conoscenze si interfacciano perfettamente (almeno a livello qualitativo e di significato) con alcuni aspetti della più avanzata scienza attuale.
Sembra che il significato più profondo di alcune nostre scoperte ci sia sfuggito, e allora solo una persona di cultura vastissima, di sensibilità acuta e di profonda visione intuitiva di insieme può coglierlo nella sua giusta luce.
E’ allora inevitabile che questo autore, grazie alla indubitabile vastità della sua cultura – sia scientifica che metafisica, nonché storico-filosofica – che si è costruito, e soprattutto grazie alle sue riflessioni sulla stessa, sia in grado di cogliere in maniera precisa e straordinaria quello che manca alla nostra scienza e quindi alla nostra vita per poterci riavvicinare all’Uno, perché in realtà l’idea di “separazione” che ci è stata inculcata sia dalla scienza che dalla religioni attuali e che rappresenta il principale modus viventi della nostra civiltà, ci ha allontanato completamente dal progetto divino creando squilibrio non solo in noi stessi ma anche nel mondo fisico, con cui noi saremmo intimamente collegati tramite la figura divina.
Certe geometrie che si riscontrano costantemente negli oggetti della natura sia del microcosmo che del macrocosmo e i numeri che le descrivono, sono secondo l’autore una delle prove dell’interconnessione universale, e soprattutto di una “organicità di insieme” dell’ universo stesso inteso come creatura viva, intelligente e autocosciente.
Una interconnessione che gli antichi celebravano continuamente nei loro templi e nelle loro architetture sapientemente costruite con geometrie e orientazioni precise per funzionare come reale canale di comunicazione tra l’uomo e Dio.
Marchi non è ovviamente l’unico ad aver trattato questi argomenti, ma sicuramente lui è uno dei pochi ad aver saputo cogliere con estrema finezza e saggezza i significati che si celano dietro certe tematiche e certe tradizioni, inclusa la cultura ermetica ed iniziatica di certe civiltà del passato.
Alla luce di queste acutissime e meditate deduzioni, basate su un attento studio delle più recenti ed importanti scoperte scientifiche e su un loro confronto con il sapere metafisico e filosofico antico, l’autore riesce a interpretare il modo in cui l’uomo e la sua società si sono completamente disconnessi dall’unità cosmica.
In questa luce vengono spiegati i meccanismi che si sono venuti ad instaurare nel corso del tempo nel mondo della scienza, della religione e della società stessa: meccanismi di potere che imponendo il concetto di “separazione” e di “sottomissione” alle masse, sono riusciti a governarle come pecore imbelli, perpetrando quello che l’autore chiama “inganno millenario”.
La mancanza di coscienza dell’unità del cosmo – e più in generale di coscienza individuale e collettiva – ha dato adito a forze oscure di dominare il mondo a privilegio di pochi.
In questo contesto, l’autore nella seconda parte del libro – con un cipiglio cospirazionista anche se di carattere obiettivo e critico – cerca di fornire una chiave di lettura ai nuovi governi mondiali, alla ragione delle guerre, al potere economico, alle sette segrete, intesi come sistemi di potere e di dominio sulle masse. Perchè questo succede?
Perché l’uomo ha perso fiducia in sé stesso (cioè nel suo “sè” più autentico), ovvero nel potentissimo potere di quella “ energia interna” che ha dimenticato di possedere, e nella consapevolezza dell’interconnessione tra materia e spirito nell’unità del divino.
Un sapere che un tempo era conosciuto e vissuto in certi momenti della storia dell’uomo, ma che poi è andato perduto, di pari passo con la perdita di collegamento dell’uomo con la reale (e non istituzionale) dimensione del sacro.
Eppure sono le scoperte scientifiche stesse più recenti, come l’entanglement quantistico, la riscoperta del concetto di “etere”, il vero ruolo del cervello, la vera natura della coscienza e la corretta interpretazione di una delle 4 forze fondamentali della natura (la cosiddetta “luce pesante”), tanto per fare solo alcuni esempi, a risvegliarci sulla vera natura dell’esistenza e a invitarci a riaccendere quella luce interiore che per secoli è stata dimenticata lasciando spazio a forze oscure che ci hanno invece sottomesso e dominato alla luce di una solo apparente separazione delle cose.
Ecco allora il bisogno – secondo Vittorio Marchi – di ritrovare il paradiso perduto che abbiamo dentro di noi da sempre, anche rimodellando il significato delle scoperte scientifiche alla luce delle conoscenze antiche più autentiche, cercando di coglierne il significato più profondo, che appunto ci porta ad unificarci con il creato.
Questo validissimo libro è sicuramente “cibo per il pensiero”, e un’occasione per il lettore non solo di apprendere certi aspetti della scienza e dell’antica saggezza metafisica, ma anche e soprattutto di innescare un processo interiore di riflessione in grado di aprire strade conoscitive – e non solo culturali – di cui l’umanità è stata lasciata all’oscuro.
Non si tratta di apprendere conoscenze, perché la conoscenza che questo autore propone non è una mera raccolta di informazioni (per quanto la documentazione da lui apportata sia straordinariamente ricca), ma solo di aprire “porte” dentro di noi rileggendo attentamente e anche con senso di contemplazione e di raccoglimento il significato vero che si cela dietro le cose del mondo, dell’ universo e della vita.
Dunque questo libro rappresenta veramente lo sforzo di una vita mirata alla ricerca della Verità, ovvero la luce che si cela dietro la reale natura delle cose e non solo la loro rappresentazione quantitativa o formale.
Marchi ci fa capire che l’acquisizione di questa consapevolezza deve passare non solo attraverso il cervello ma anche attraverso il cuore, cioè deve essere vissuta emozionalmente e con grande senso di responsabilità e reale codice etico, ricordando che la vera forza che tiene assieme l’ universo è l’amore autentico e incondizionato, che può essere vissuto solo quando l’umanità esperimenta un senso di interconnessione.
Molte delle asserzioni di Marchi possono apparire arbitrarie e non tutte scientificamente condivisibili (come dal sottoscritto), ma resta certo che il grande pregio di questo saggio sta nella dialettica che innesca nel nocciolo più profondo delle persone che sanno realmente centellinare la conoscenza e sanno rifletterci sopra in maniera pura, completa e senza compromessi.
Questo libro dunque è una avventura avvincente dello spirito, prima che della mente, che si raccomanda ad ogni lettore che sappia osservare il mondo ed abbia piena consapevolezza di quanto la nostra società ci abbia frammentati, anche tramite meccanismi che intendono soggiogarci e farci perdere il ricordo di chi siamo veramente.
Una lettura intelligente – o per meglio dire “cosciente” – come questa, non aumenta solo la nostra cultura e la nostra consapevolezza, ma innesca processi nel nostro pensiero che possono letteralmente cambiare il mondo e togliere una volta per sempre quel “velo di Maya” che ancora ci separa dalla realtà vera dell’ universo, per riportarci a quel concetto di unione universale che è nemica di tutti i compromessi, di tutti i poteri e di tutte le guerre, e amica solo della pace nel mondo laddove gli uomini imparino a ricordare l’Uno a cui appartengono.
Questo non è un libro di scienza ma un libro di “metafisica della scienza”. Seppur a tratti ridondante, è molto ben scritto, riuscendo a veicolare in maniera immediata delle grandi verità al lettore attento e profondo. Può avere un grande impatto sulle masse.
Fonte: altrogiornale.org
E' un libro meraviglioso, leggetelo il prima possibile --->
Il Codex Alimentarius
IL CODEX ALIMENTARIUS di Franco Libero Manco20/04/2009
Il Codex Alimentarius entrerà in vigore il 31 dicembre del 2009 e potrebbe essere il più grande disastro per la salute umana: determinerà gli standard di sicurezza alimentare e le regole in più di 160 paesi del mondo, cioè per il 97% della popolazione mondiale.
La Commissione di Commercio Codex Alimentarius (che nel 1994 dichiarò le tossine come nutrienti) è attualmente finanziata e condotta dall’OMS (che appartiene all’ONU) e dalla FAO.
Un insieme di standard internazionali aventi come scopo la protezione della “salute” dei consumatori, attraverso pratiche nel commercio per: preparati alimentari, semipreparati, crudi, l’igiene degli alimenti, gli additivi, i pesticidi, i fattori di contaminazione, l’etichettatura, i metodi di analisi. Lo scopo recondito è di mettere fuori legge ogni metodo alternativo nel campo della salute, come le terapie naturiste, l’uso di integratori alimentari, di vitamine e di tutto ciò che potrebbe essere un potenziale concorrente per l’industria chimico-farmaceutica.
La lobby della chimica farmaceutica è nata da un’associazione condotta da Rockfeller e dall’IGFarben della Germania nazista. L’IGFarben fin dal 1932 fornì ad Hitler un finanziamento di 400.000 marchi senza il quale il secondo conflitto mondiale non avrebbe potuto avere luogo e nel 1941 costruì ad Auschwitz la più grande industria chimica del mondo approfittando della mano d’opera dei campi di concentramento.
Nel processo di Norimberga i responsabili della IGFarben furono dichiarati colpevoli di genocidio, di schiavitù ed altri crimini. Però un anno dopo la condanna, nel 1952, tutti i responsabili furono liberati con l’aiuto di Nelsen Rockfeller (che a quei tempi era ministro degli affari esteri in USA) e s’infiltrarono nell’economia tedesca.
Fino dagli anni 70 il consiglio direttivo della società BASF, BAYER e HOECHST era costituito da membri del partito nazista che, a partire dal 1959, finanziavano il giovane Helmut Kohl. In pratica l’organizzazione nazista associata a Rockfeller ha costituito il mercato farmaceutico del pianeta.
L'alleanza della IGFarben si è poi tramandata sotto un altro nome: “Associazione per l’industria chimica” che nel 1955 è stata raggruppata nel CODEX ALIMENTARIUS il cui spirito è la soppressione delle innovazioni scientifiche indipendenti degli ultimi 50 anni usando ogni mezzo per mantenere il suo posto sul mercato in riferimento al cancro, all’AIDS, alle malattie cardiovascolari ecc.
Un gran numero di partiti politici europei, di sinistra e di destra, sono stati finanziati da questa industria per assicurarsi una legislazione favorevole all’industria farmaceutica.
Per influenzare i legislatori, condizionare gli organismi di controllo, manipolare le ricerche in campo medico ed educativo, solo nel 1961 le industrie farmaceutiche hanno fatto donazioni alle grandi università degli USA: 8 milioni di dollari ad Harvard, 8 milioni di dollari a Yale, 10 milioni di dollari a Jonh Hopkins, 1 milione di dollari a Standford, 1,7 milioni di dollari a Columbia di New York.
L’informazione dei medici è interamente finanziata dalle compagnie, che nascondono con attenzione un gran numero di effetti secondari pericolosi e perfino mortali dei farmaci. Vale la pena ricordare che ogni anno solo nel Nord America muoiono 800.000 persone a causa delle medicine allopatiche. Il 13 marzo 2002 gli europarlamentari adottarono leggi a favore dell’industria farmaceutica secondo le disposizioni fissate del Codex Alimentarius, finalizzate ad elaborare una documentazione coercitiva per tutte le terapie naturiste e gli integratori alimentari. Ma nonostante 438 milioni di petizioni inviate al Parlamento Europeo le direttive del Codex sono state adottate.
Il dr. Rath Matthias, uno specialista tedesco per l’uso di trattamenti naturisti, nel 2003 ha consegnato alla Corte Internazionale di Giustizia un atto di accusa per crimini contro l’umanità. Matthias afferma: “Il vero scopo dell’industria farmaceutica mondiale è di guadagnare soldi grazie alle malattie croniche e di non preoccuparsi di prevenire o sradicare queste malattie. L’industria farmaceutica ha un interesse finanziario finalizzato alla diffusione di queste malattie, per assicurarsi il mantenimento o addirittura l’aumento dei prezzi dei medicinali. Per questo motivo i farmaci sono fatti per eliminare i sintomi e non per trattare le vere cause delle malattie… le compagnie farmaceutiche sono responsabili di un genocidio permanente e diffuso, in quanto uccidono in questo modo milioni di persone”.
A partire dal 2005 le direttive applicate mirano a:
- eliminare ogni supplemento alimentare naturale che sarà sostituito con 28 prodotti di sintesi disponibili solo in farmacia: tutto ciò che non è nella lista del Codex è considerato illegale;
- le medicine naturiste, come l’agopuntura la medicina energetica, ayurvedica, tibetana ecc. saranno progressivamente vietate;
- l’agricoltura e l’allevamento di animali saranno regolate dall’industria chimico-farmaceutica che vieta per principio l’agricoltura biologica. Questo significa che ogni mucca da latte sarà trattata con l’ormone bovino della crescita (ricombinato geneticamente) prodotto dalla Monsanto. Inoltre. Ogni animale del pianeta usato a fini nutrizionali dovrà essere trattato con antibiotici ed ormoni della crescita. Le regole del Codex permettono che gli alimenti contenti OGM non debbano più essere etichettati come tali. Non solo. Nel 2001 il Codex Alimentaris reintegra 7 delle 12 sostanze chimiche (note per essere causa di cancro) vietate unanimemente da 176 nazioni;
- l’alimentazione umana dovrà essere irradiata con Cobalto i cui livelli saranno maggiori di quelli permessi in precedenza.
Fonte: nexusedizioni.it
Il Trattato di Lisbona
Surreale che si sia arrivati a tal punto.Leggi e trattati fatti ed approvati senza assolutamente informare i popoli.
E tutto per il nostro mal-essere....!!!
Fermiamoci.... voglio scendere!! Si lo so, non è ancora il momento..... ;))
Quindi il Trattato di Lisbona raccontato dagli amici online, attraverso i loro video.
mercoledì 15 aprile 2009
Vecchia e nuova Torre di Babele, vecchio e nuovo Ordine Mondiale
Si parla spesso del NWO, degli Illuminati, di piani malvagi.Alla luce della situazione attuale mondiale difficile dar torto a queste ipotesi.
Tutto lascia pensare che dietro a questo velo di illusione mediatica ci sia stato un attento e prolungato piano malvagio, mirato alla schiavitù della popolazione mondiale.
Spesso mi sono fermato a riflettere su questo, cercando in tutti i modi di trovare aspetti che dimostrassero il contrario.
Ma nonostante le molte ricerce, le molte letture e le molte analisi, sembra proprio che sia così, vale a dire che esista da molto tempo un gruppo di persone che manipola e pianifica segretamente questa schiavitù.
Gli episodi degli ultimi anni, come quelli di migliaia e migliaia di anni fa, portano sempre e comunque a questa risultante.
Quale sia la reale entità di questo piano Luciferino non ci è dato sapere, la verità è spesso nascosta e propinata, detta e smentita, apparente e illusoria, chiara e scura.
Chi sa se un giorno ci sarà dato sapere.....
Inserisco qui 7 video che presentano una verità, non l'unica, non l'assoluta.
Una abbastanza completa per provare a capire, perchè è giusto sapere tutto, il vero e il falso.
All'amico Fabio vanno i miei migliori ringraziamenti per queste info.
Un grazie anche all'amico Skorpion per avermeli ricordati.
Perchè solo così si può provare a discernere.
domenica 12 aprile 2009
venerdì 10 aprile 2009
Fisica degli eventi sincronici: dalla fisica quantistica ai fenomeni psichici
Misteriosi eventi sincronici accadono spesso in particolari momenti della vita di molte persone. Il movimento New Age ne ha fatto una specie di mito, propagandone – più o meno innocentemente – gli aspetti misteriosofici, ma ben pochi sanno che fisici quantistici come Wolfgang Pauli, assieme al grande psicologo Carl Jung, già 60 anni fa stavano studiando questi misteriosi fenomeni nel tentativo di creare una cosmologia in cui la “non-località” quantistica si interseca con la località newtoniana per generare la realtà come la esperimentiamo ogni giorno. Grandi fisici come David Bohm hanno proseguito la ricerca e altri fisici di valore come Brian Josephson assieme a scienziati sperimentali come Karl Pribram e Dean Radin la stanno oggi perfezionando sia sul piano teorico che sperimentale. Le leggi dell’Universo non si limitano all’esperienza quotidiana della causalità perché l’Universo non è fatto solo di materia, ma anche di un “quid” in più.Un misterioso “potenziale quantico” – elaborazione di David Bohm della versione “ontologica” della meccanica quantistica – sembra essere il pilota dell’Universo e della nostra stessa vita, tenendo in stato di sincronismo tutto l’Universo e permettendo il meccanismo della Vita, dell’intelligenza e della coscienza. Un tempo era la religione, la metafisica, o lo sciamanesimo a occuparsi di tutto questo, oggi è la scienza, e in particolare la fisica quantistica. I misteriosi eventi che si sincronizzano con i nostri pensieri non fanno parte del mondo magico, ma fanno parte del mondo nella sua interezza. La nostra psiche non è un’entità astratta o illusoria, ma un ente collaborativo alla creazione dell’Universo, mentre la nostra coscienza nasce ogni centesimo di secondo come collasso gravito-quantistico delle tubuline presenti nei microtubuli del nostro cervello, dopo uno stato di sincronicità e coerenza assoluta fino a che un meccanismo originantesi nel vuoto quantistico non fa collassare la funzione d’onda che lega in stato di “entanglement” un miliardo di microtubuli. Mente-spirito e cervello-materia collaborano alla formazione della coscienza, utilizzando lo sconcertante meccanismo dello entanglement quantistico. I momenti di coscienza esperiti dal cervello sono una copia in scala del collasso gravito-quantistico di un miliardo di universi paralleli in stato di precedente entanglement. Ciò che succede nel cervello nel generare momenti di coscienza, sembra ricalcare ogni centesimo di secondo quello che successe nell’Universo 15 miliardi di anni fa, quando tutto nacque. La scoperta della sincronicità nasce dall’imbarazzo di Albert Einstein ad accettare la meccanica quantistica come teoria autoconsistente, poi dimostrata in laboratorio nel 1982 dal fisico Alain Aspect. Due particelle che hanno precedentemente interagito, una volta separate anche a distanze grandissime, comunicano veramente tra di loro in maniera istantanea. Basta solo che una delle due sia misurata, tramite una interazione diretta tra osservatore e osservato, per cambiare all’istante anche l’altra. Sul piano della fisica microscopica l’universo è in grado di comunicare con sé stesso, ma sembra che anche la coscienza abbia molti punti in comune con le particelle elementari. Oggi, esperimenti su larga scala sembrano dimostrare che queste proprietà di non-località sono possedute su scala molecolare anche dal DNA e dai geni che determinano la morfogenesi e l’evoluzione della vita nel cosmo. Sul piano psichico, un tempo ritenuto terreno di millanteria, sembrano avvenire fenomeni identici di entanglement, denominati “bioentanglement”: tra menti e tra mente e materia. La coscienza collettiva sembra rispondere in maniera sincronica ad eventi drammatici che avvengono nel mondo, e influenzare in maniera inequivocabile un generatore di numeri casuali. Esperimenti di laboratorio dimostrano la realtà di questi fenomeni, mentre le menti più brillanti nel campo della fisica stanno tentando di spiegarli con un modello di grande unificazione dove materia e coscienza sono unite, quello che molti chiamano il “fratello maggiore” della meccanica quantistica. Progetti di ricerca molto sofisticati iniziano a ventilare che proprio tramite il meccanismo dell’entanglement sarà un giorno possibile comunicare in tempo reale con esseri di altri mondi, scandagliando con particolari algoritmi il tracciato cerebrale o anche solo culture di cellule neurali in stato di entanglement con quelle di altri esseri senzienti. La scienza, e la fisica in particolare, è “esplorazione” e rappresentando il principale “portale conoscitivo” dell’umanità, si pone su un terreno neutro, critico, sanamente scettico e obiettivo che esclude recisamente la millanteria di qualunque tipo, ma anche lo “scetticismo” gratuito, catatonico e a-critico.
Fonte: sentinelitalia.org
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